Lì, dove s’increspa appena l’onda

L’eclissi, il sistema elettrico e le fonti rinnovabili: fantascienza o vero problema?

[Aggiornamento del 23 marzo 2015: pare insomma che, nonostante l’eclissi, sia andato tutto bene]

Dopodomani ci sarà un’eclissi parziale di sole che interesserà per un paio d’ore parte del territorio nazionale.
Gli amici astrofili son certo contenti di questo spettacolare evento tutt’altro che frequente, mentre il mondo delle energie rinnovabili italiano è in fermento proprio per questo stesso evento.
TERNA, il gestore della Rete Nazionale di Trasmissione dell’energia ha infatti deciso di applicare la procedura per la Riduzione della Generazione Distribuita MT (RIGEDI) in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale (di cui consiglio l’attenta lettura a chiunque voglia formarsi un’opinione in merito a questo specifico evento), e conseguentemente imporre il distacco, per 24 ore come ben precisato nella procedura, degli impianti da energie rinnovabili, di fatto eolico e fotovoltaico, connessi con linee (MT, ovvero in media tensione) non dedicate sulle quali sono presenti anche impianti di consumo. Questo provvedimento ha innescato una serie di contestazioni, come riportato da Qualenergia, in quanto comporta una mancata produzione che ricade interamente sui produttori interessati al distacco programmato e si levano sia accuse di complotto antirinnovabili, che di incapacità di governo del sistema elettrico le cui conseguenze vengon fatte ricadere sui produttori di energie da rinnovabili.
Per meglio inquadrare il problema, può essere utile considerare l’ottimo report di analisi di impatto prodotto in merito dall’European Network of Transmission System Operators of Electricity (ENTSOE), nel quale vengono modellizzati gli effetti dell’eclissi sul sistema elettrico nei paesi Europei, considerando la differente produzione da fonte fotovoltaica.
Non esprimo pareri sulle decisione di TERNA di applicare la procedura d’emergenza, ma a grandi linee e per quel poco che mi compete, ritengo opportuno l’atteggiamento conservativo adottato. Auspico però un miglioramento costante dello stato del sistema elettrico nazionale, che è ancora piuttosto distante dall’ottimo.
Un’altra cosa che auspico è una miglior comunicazione di questo tipo di notizie; è infatti piuttosto strano che in homepage di TERNA non sia dato risalto a questo evento e la notizia è invece riportata in diversi siti in modo parziale e poco chiaro (ad esempio, quest’Ansa)


Le pulizie di primavera

Hacker mythology and real it security (redir)

Oggi, dedico un momento per ringraziare il buon Shotokan, che in un suo divertente (ma serio) blogpost  sulla mitologia degli hacker  e sulla sicurezza informatica , ha pensato di fare gentile menzione delle donzelle che operano nell’ambito dell’IT security ed ha graziosamente indicato proprio me a rappresentanza di questa crescente ed agguerrita schiera.

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“… Non esiste una applicazione che la apri e puff! hackeri proprio il telefono che stai guardando dall’altra parte della stanza in quel momento. (Sorry Person Of Interest)…” [Shotokan]


Che ti sia lieve lasciar l’onda

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Costa Concordia: Atrio principale (foto con licenza Creative Commons, originale a https://www.flickr.com/photos/scott1723/6949255419/sizes/z/in/photostream/)

Seguo sulla mappa di un sito di vessel tracking il convoglio della Concordia che si dirige a Genova ed il cuore si ricolma di sgomento e tristezza. Una sensazione pervasiva di quieta mestizia accompagna il ricordo di com’era quella nave: grande ed imponente, potente eppure leggiadra, dagli interni lussuosi e colorati.

Guardo le foto delle lampade multicolori che ne adornano il salone principale ed un brivido di emozione e stupore mi traversa: come se ogni singolo sguardo d’ammirazione che esse han ricevuto dalle migliaia e migliaia di ospiti imbarcati durante la sua vita abbia lasciato un’impercettibile traccia che adesso mi si trasmette mentre osservo una foto d’archivio.
Lento, come un corteo funebre regale, il convoglio traversa un tratto di mar Tirreno. E penso ai segreti racchiusi da quella chiglia e quelle paratie stagne. Quasi mi par di udire lo sciabordio sordo che si diffonde cupo all’interno degli ambienti in parte rovinati dal tempo, dall’incuria e rivestiti di patina salmastra. Perché il mare avvolge… avvolge con l’acqua che sostiene a galla, ma pure avvolge di vita ciò che senza vita rimane sul fondo.
E mi perdo un battito del cuore, nel pensare a quella fiera linea di prua tra le cime dell’ormeggio e alla traccia precisa e viva che disegnava tra le onde nell’uscire dai porti: con l’orgoglio misurato della sua potenza, come una nobile ed elegante dama d’altri tempi in crinoline che lascia un salone di feste, frusciando di sete ed impettita nel suo fascino.
Concordia… “Miss Concordia”, nelle parole e nei ricordi di chi ci viveva e lavorava per lunghi mesi, e ne conosceva ogni dettaglio, ogni sfuggita, ogni anfratto. Concordia, casa lontano da casa. Ma pure lusso e felicità a buon mercato, per vivere l’ebbrezza di un viaggio che una volta era riservato solo ai privilegiati.
Concordia che custodisce pure le grida e la disperazione e la paura di chi quella sera l’ha vista diventare la tomba di 32 persone. Concordia che forse ancora custodisce come una madre pietosa i resti di un ragazzo buono dai grandi occhi vivaci.
Concordia sfila per l’ultima volta, e come solo ai personaggi leggendari è concesso, muove emozioni profonde in chi la vede. Così mutilata ed ingabbiata nelle strutture d’acciaio che sostengono i cassoni di rigalleggiamento; trainata dai rimorchiatori e scortata dalle barche di supporto.
Non so se riuscirò a guardare il suo arrivo a Genova. Ho gli occhi troppo colmi di lacrime e così il cuore: pesante di lutto e di tristezza.
Concordia, custode della verità di quella notte, che ti sia lieve lasciar l’onda.