Qualche tempo addietro, transitando attraverso una regione italiana in cui lo sfruttamento della risorsa eolica è particolarmente intenso – forse troppo, almeno a mio parere, sia per ragioni di conservazione del paesaggio che di rendimento degli aerogeneratori installati – mi venne in mente che l’installazione diffusa di aerogeneratori di grande taglia (ovvero, oltre il MW di potenza) potrebbe sul lungo periodo generare mutamenti climatici.
Archiviai questa idea tra quelle particolarmente balzane, finchè ieri non ho letto questa notizia sul sito del Massachusetts Institute of Technology.
Ammetto che sia piuttosto confortante scoprire di aver avuto un’idea di ricerca condivisa pure da scienziati di uno dei centri d’eccellenza mondiali per le questioni climatiche ed ambientali.
Ma ben più confortante è che questo tipo di ricerche consentono, se non strumentalizzate, l’individuazione ragionata del mix energetico sostenibile sul lungo periodo.
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